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30 gennaio 2021
By Enrica_editor

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Ci sono circa 60 tipologie di tartufo, ma ciascuna si sviluppa in determinati territori in simbiosi con altre piante e soprattutto in limitati periodi dell’anno. Oggi vogliamo tracciare una breve panoramica delle tipologie di tartufo invernale commestibili e pertanto vendute sul mercato:

  • Il tartufo bianco, di cui il più noto è quello d’Alba, più pregiato e molto raro, si presenta con una forma irregolare e un colore giallo-biancastro sulla superficie esterna. La parte interna, invece, è bianca/giallo chiaro con venature bianche. Per esaltarne l’aroma e il sapore delicato, si consiglia di consumarlo a crudo o aggiunto a piatti non elaborati (come le classiche tagliatelle con burro e lamelle di tartufo);
  • Il tartufo nero pregiato, dalla forma globosa ed irregolare, è di un intenso nero all’esterno e violaceo/rossiccio con venature chiare internamente. Può essere consumato sia a crudo che cotto in quanto il suo aroma resta persistente in ogni piatto;
  • Il tartufo bianchetto, dalla forma irregolare ma liscia al tatto, è meno pregiato del tartufo d’Alba. Tuttavia, il profumo è molto marcato e quando è maturo presenta delle note piccanti e piuttosto forti rispetto al tartufo bianco, che è molto più delicato;
  • Tartufo nero invernale, un valido alleato in cucina per preparare ottime pietanze ad un prezzo contenuto. È di un brillante nero all’esterno, mentre la polpa è tendente al bruno con venature bianco-grigio. Per il profumo intenso e il sapore deciso può essere consumato sia crudo che cotto;
  • Tartufo nero uncinato invernale, nero scuro all’esterno ma con una polpa chiara (tendente al nocciola), ha un odore penetrante ed un sapore molto delicato. Viene utilizzato per preparare piatti sofisticati, ma dal costo contenuto.

Curiosità sul tartufo bianco d’Alba

Tra le varie tipologie di tartufo invernale, il più conosciuto – nonché re dei tartufi del Piemonte – è senza dubbio il tartufo bianco d’Alba, disponibile presso la bottega artigianale “Tartufi Ratti”. Ma ne conoscete la storia e le curiosità? Vediamole insieme.

Tipico del Piemonte, viene raccolto tra ottobre e dicembre con l’aiuto di cani addestrati durante le ore notturne (in modo che il loro olfatto sia più sensibile). Rispetto al tartufo nero è molto più pregiato e costoso, ha un odore pungente ed un gusto prelibato. L’aroma è ancora più intenso quando giunge a maturazione. La superficie esterna può variare a seconda del terreno, delle piante con cui entra in contatto o per l’andamento climatico stagionale. Data la delicatezza di sapore, deve essere consumato a crudo. Acquistalo subito e assaporalo nei tuoi piatti!

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