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Dagli Appennini alle Langhe
Lo possiamo trovare anche in Romagna, in Toscana, nelle Marche, in Umbria, in Campania, in Veneto ed in Lombardia. Ma il suo regno, si sa, sono le Langhe.

Il più bello
La valutazione sensoriale comincia dall’analisi visiva. Il corpo fruttifero anzitutto dev’essere integro.  Non solo perché diversamente sarebbe bruttino, ma anche perché sarebbe portato e deteriorarsi più facilmente. Anche l’igiene personale gioca un ruolo importante nell’assegnazione della fascia Mr Bianco d’Alba: lo vogliamo acqua e sapone, senza residui di terra, senza trucchi che ne occultino difetti e imperfezioni.
L’ultimo criterio di giudizio, come in tutti i concorsi di bellezza che si rispettino, è puramente soggettivo: non è bello il tartufo bello, ma è bello il tartufo che piace. Ad ogni giudice il diritto di affidarsi al suo personale colpo di fulmine.

Non troppo duro, né troppo elastico
Non è solo la ricetta vincente per conquistare una donna. È ciò che spinge i suoi cultori a dire che è perfetto al tatto: turgido, compatto, non troppo duro, non troppo morbido.

A ciascuno la sua fragranza
Fermentato, fungo, miele, fieno, aglio, spezie, terra bagnata e ammoniaca. La composizione aromatica del tartufo bianco d’Alba viene identificata attraverso precisi descrittori.

A volte bisogna essere crudi
Ed è il caso del nostro ospite d’onore. Che si accompagna bene tanto a piatti caldi che a piatti freddi a patto che che sia crudo e tagliato a lamelle sottili. Superfluo precisare che si sposa perfettamente alla cucina piemontese.

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Alla fiera dell’Ovest
Per vederlo da vicino, stringergli la mano, ascoltare i pareri di chi lo conosce bene, pendere dalle mani di chef che sanno il fatto loro, c’è da aspettare veramente poco. Dall’11 Ottobre al 16 Novembre il Tartufo d’Alba si mette in mostra. Basta andarlo a trovare a casa, per l’84esima edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

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