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In via Cusani 8 c’è un locale, nato dall’idea di otto amici toscani, con la passione per il cibo della propria terra e soprattutto per un prodotto in particolare. Dopo la ricerca di finanziamenti e del luogo giusto è nato Tartufotto, il ristorante di Milano tutto dedicato a sua maestà il tartufo.

In cucina lavora Simone Rugiati, famoso anche per alcuni programmi televisivi e per la sua simpatia toscana. I prodotti sono marchiati Savini Tartufi, esperti in materia da ben quattro generazioni.

Il locale è stato progettato dall’architetto, anche lui toscano, Luca Pieracci. È un trionfo di cemento e legno, tanto casereccio da farvi sentire subito a casa e rassicurati. Come ciliegina sulla torta c’è un piccolo camino, da cui spunta una calda e viva fiamma.

Sulle pareti sono sparse le frasi del celebre Dante usate nella sua Divina Commedia. Sul pavimento invece è rappresentata una mappa della città di Milano. Al bancone troviamo una vetrina piena dei prodotti Savini di ogni tipo, dalle creme al tartufo fino ai migliori vini toscani. I tavoli, anch’essi di legno, sono apparecchiati con delle semplici tovagliette di carta, un bicchiere per il vino e uno per l’acqua. Quindi un interno semplice ma accogliente, come se non si volesse distrarre il cliente dal focus, ovvero il menu.

Incominciamo – come scrive il menu nella sua prima pagina – con gli starters. Zuppa di ceci con funghi Cardoncelli, un sushi di manzo con roesti di patate, polvere di funghi porcini e maionese al tartufo e sesamo.

Poi salmone marinato alla barbabietola con Oro Nero Savini, o ancora crudo di seppia e tagliere del Tartufotto, ovvero una selezione di salumi, pecorini al tartufo e crostini anch’essi al tartufo. Infine uovo a 62° su crostone di pane o un uovo al tegamino con crema al parmigiano reggiano. Si continua con i primi: tagliolini al burro di tartufo, tagliolini al ragù d’ossobuco, una versione della carbonara rivisitata in stile Tartufotto, ovvero una pasta calamarata alla carbonara e gnocchetti viola al ragù di verdure e pistacchio e un pacchero con tartare di gamberi.

Infine troviamo i piatti così detti forti. Prima su tutte troviamo una tartare di manzo con colatura di scamorza e frutta secca, poi la versione personale del Tartufotto con uovo alla goccia e crema di Parmigiano Reggiano. Si può ordinare anche un hamburger di manzo, condito con pomodori confit, zucchine arrostite, cipollotto all’agro, senape e maionese, contornato da una porzione di patate al forno. Oppure una Suprema di faraona con salsa al Chianti e Mirto, o ancora guancia di manzo col suo jus e patate soffiate. Infine troviamo una versione di pesce: polpo spadellato su crema di datterini gialli confit, patate al basilico e maionese alla barbabietola. In conclusione ci sono diversi dolci a base di tartufo, sia bianco che nero. Una delle proposte più particolare è sicuramente il tiramisù del Tartufotto, con crumble al cioccolato e tartufo, gelato al caffè, mascarpone sifonato e tartufo fresco.

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